#hoscelto Milano Simone Fugazzotto e la sua ironia sul Dramma umano

Avanguardia vuole dire sguardo che va oltre i confini. Simone Fugazzotto la sua avanguardia ce l’ha dentro: la capacità di svelare con i tratti della pittura la drammatica e al contempo grottesca condizione dell’umano abbruttito da potere, vanità, avidità. Un messaggio che Simone esterna da sempre, da quando finì il liceo artistico Santa Marta di Milano e partì per New York a 19 anni, deluso dall’Accademia di Brera ma con la certezza che l’arte avrebbe rappresentato la sua missione nella vita. Dalla Barona alla Grande Mela, per vivere un’avventura border line, solo, vessato da una metropoli capace di grandezza e crudeltà. “Benigni disse che la sua più grande ricchezza è stata la povertà e rubo la sua frase perché ho vissuto la stessa esperienza – dichiara il giovane artista, recensito anche da Vittorio Sgarbi soprattutto quando le sue opere avevano per protagonista il Bacco caravaggesco intento a succhiare metaforicamente il sangue di Gesù Cristo, o quando le croci si rivestivano di monogrammi Vuitton in un’apoteosi di glamour drammatico, quasi surreale nella sua cecità. Poi, a New York il miracolo tutto italiano di Simone: grazie alla famiglia Di Pietro Granata, capace di accoglierlo e di portare le sue opere all’attenzione della upper class newyorkese “come solo gli italiani sanno fare”. Da là, un’ascesa che lo vede ora protagonista sullo scenario internazionale, partendo dalla sua Milano, dove ha studio e dove crea. Finita la personale al Salotto di Milano di via della Spiga, lo attendono i Chiostri di San Domenico a Reggio Emilia e il Museo del Novecento a Venezia. Porterà come sempre il linguaggio universale della sua arte dissacrante, che ora si esprime attraverso   scimmie antropomorfe che sbeffeggiano la ricca povertà del quotidiano occhi con sembianze animali e occhi dolcemente, disperatamente umani.

Per un pubblico raffinato ed elegante.

presso il Salotto di Milano